Jack e John

Dicono che quando muori rivedi tutta la tua vita scorrerti davanti in pochi istanti… NON E’ VERO!

FFidati, il primo primo corto targato maybeabe, nasce da una sceneggiatura scritta dieci anni fa e destinata in origine a diventare un corto di animazione. Il corto vuole essere un omaggio a Tarantino e in particolare alle Iene, non a caso il titolo originale era “Reservoir Rabbits”… per chi non lo sapesse il titolo originale delle iene è “Reservoir Dogs” liberamente tradotto (e adattato a sottotitolo) dalla distribuzione Italiana in “cani da rapina”.

Nonostante il corto abbia avuto una gestazione molto lunga, la realizzazione vera e propria è stata, come al solito, molto veloce. Due giornate di riprese in cui si sono alternati amici volenterosi che hanno contribuito in maniera determinante alla buona riuscita del prodotto. In un precedente post raccontavo appunto di quanto fosse stata intensa e appagante questa ultima esperienza.

Gli attori protagonisti sono Claudio e Riccardo Camilli, due bravissimi attori e registi del cinema indipendente con cui desideravo lavorare da molto tempo, girare con loro è stato un vero piacere, due veri professionisti. Eccezionale, come sempre, il lavoro di Alessandro Peticca che ha montato il corto, curato la fotografia del secondo giorno di riprese e creato i bellissimi titoli di apertura. L’altro direttore della fotografia è il grande Roberto Moscioni, fonico di professione, ma qui per la prima volta alle prese con quarzi e gelatine. E ancora il mio amico videomaker Alessandro Grassi nella veste (non poco impegnativa) di aiuto regista e segretario di edizione. Per concludere la carrellata di amici che hanno partecipato alla realizzazione Elisa Chini ed Eleonora Gori con l’audio in presa diretta, Andrea Marchetti nella doppia veste di fotografo di scena e microfonista, Tomas Fabi microfonista, ma soprattutto terzo attore del corto, il coniglio! Tomas è riuscito a dare un’anima al coniglio soggiornando per alcune ore all’interno dello stesso. E poi Anna Melillo nella doppia veste di fotografa di scena e addetta al catering (indimenticabile la pausa pranzo del primo giorno di riprese), Patrizia di Marco addetta al ciack e per finire Amerigo Rossi microfonista e altro stoico coniglio, controfigura del primo giorno. Vorrei infine ringraziare i fantastici Psycho Surfer per avermi concesso di utilizzare il loro brano sui titoli iniziali e Simona di Mario per i sottotitoli del corto… il mio primo lavoro sottotitolato, una grande soddisfazione! 😉

Per (lieti) motivi personali ho potuto presentare il corto a pochissimi festival, ma i risultati sono ugualmente arrivati: Primo classificato e premio del pubblico a “registi a confronto” Castel Bolognese 2014, menzione speciale per il soggetto del premio degli artisti e miglior locandina al Videocorto Nettuno 2014.

 Ecco cosa scrive Ugo Magnanti, poeta e scrittore, dopo la proiezione al festival di Nettuno:
Per quanto alla prima impressione possa sembrare un film paradossale, non lo è affatto, anzi, per certi versi, potrebbe essere interpretato quasi come l’esatto contrario. Si tratta di un film razionale, perché è basato sul linguaggio, e nel linguaggio risiede la nostra razionalità, benché apparente. Dialoghi formalmente ineccepibili, di una logica ferrea, e dal contenuto non molto distante da quelli reali, quotidiani, che sono spesso imbastiti al fine di smentire o di avallare i grossi conigli bianchi a cui ordinariamente diamo vita. Ma è anche un film “antropologico”, non so quanto un questo senso consapevole, perché utilizza l’animale giusto al momento giusto, il coniglio appunto, che in varie culture veniva associato alla morte ed al mondo dell’aldilà, a una intermediazione tra il mondo e le presunte realtà trascendenti. Infine è un film “letterario” e addirittura “cronachistico”, tra Alice nel paese delle meraviglie, con il coniglio bianco come tramite per accedere a un’altra realtà e Banda della Magliana, nella quale il vasto campionario di soprannomi assunti dai feroci criminali comprese stranamente anche quello di “Coniglio” appunto. Niente di strano dunque che davanti a un criminale, non molto feroce per la verità, e alle spalle di un secondo criminale, ancora meno feroce sempre per la verità, ce ne sia un terzo, magari quello, che nella Banda della Magliana venne soprannominato “il coniglio”; che essendo fra i pochi ancora in vita, ed essendo nato nel 56, quindi ancora relativamente giovane, potrebbe a rigor di logica essere ancora in attività, e a maggior ragione, oggetto di trasposizione cinematografica. Più razionale di così!

Ugo Magnanti

 

ed ecco finalmente FIDATI, buona visione.

 

Di seguito i due filmatini che annunciavano la pubblicazione su facebook:

E per finire alcune foto di scena (foto di Andrea Marchetti e Anna Melillo)

 
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