Ponte del 25 aprile in toscana

Sovana

Le previsioni dicevano sole con nuvole i primi due giorni e temporali gli ultimi due, perfetto, in entrambi i casi avremmo avuto cieli interessati da fotografare.
percorso
Giorno 1 – Cieli raw e Godzilla.

Con un programma totalmente saltato a causa di ritardi nella partenza e traffico in autostrada io e, per il moment0, unico mio compagno di viaggio Amerigo decidiamo di fermarci a pranzo a Marta, piccolo paesino sul lago di Bolsena. Chiediamo in giro e ci consigliano il Pirata, un ristorantino proprio sul lago dove, ci dicono, si mangia bene e si spende poco. Il Pirata è tutto pieno quindi ci fermiamo al primo ristorante che troviamo, la pineta. Dentro c’è soltanto una famiglia che mangia tranquilla, il locale è molto anni 70 e a prima vista ispira poca fiducia, ma abbiamo fame e decidiamo quindi di fermarci lì. Prendiamo i piatti che ci vengono consigliati e a fine pranzo ce ne andiamo molto soddisfatti, abbiamo mangiato benissimo e abbiamo speso 13 euro a testa! Si ho detto 13 per un antipasto, un primo, una birra e un caffè 😉 Prendete nota!

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Pitigliano, foto Hdr realizzata con 9 scatti

Arriviamo a Pitigliano nel pomeriggio, il tempo è brutto, fotograficamente parlando una schifezza, cielo grigio senza scampo. Ma io so che quel cielo nasconde qualcosa, è uno di quei cieli che chiamo raw, perché se scatti nel formato raw poi, in postproduzione, riesci a tirar fuori delle cose interessanti… forse! Giriamo per Pitigliano, bellissima,

Pitigliano - Monumento al villano e all'asino amiatino

Pitigliano – Monumento al villano e all’asino amiatino

facciamo molte foto fra cui anche un po’ di hdr. La frase più ricorrente durante la visita è “questo paese è bellissimo, peccato ‘sto cielo di merda!”, la seconda parte della frase diventerà il tormentone di tutta la vacanzetta.

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Sovana, scatto in raw elaborato in lightroom 4

Riprendiamo la macchina e andiamo in uno dei borghi più belli d’Italia, Sovana. Il cielo è migliorato, s’intravede un po’ di azzurro e le nuvole si sono leggermente aperte, il borghetto è piccolo e grazioso, lo giriamo velocemente scattando foto e respirando l’aria profumata dai fiori che incontriamo. E’ tardi, ormai non riusciamo più a vedere Radicofani e Castiglion d’orcia, sarà per la prossima volta. Ripartiamo verso il nostro albergo che è a circa un’ora e venti di viaggio, lungo il tragitto troviamo diverse strade interrotte, ci ritroviamo a fare un giro lunghissimo intorno al monte Amiata pieno di curve e meravigliose collinette che non possiamo fotografare perché è ormai sera… grrr!

"autoscatto" a Pitigliano

“autoscatto” a Pitigliano

Chianciano sembra Las Vegas, piena di luci e insegne colorate, arriviamo all’hotel Perugina, c’è il parcheggio, già dal check-in ci accorgiamo dell’estrema gentilezza e disponibilità del personale, se vogliamo, ci dicono, possiamo cenare nel loro ristorante che è a pochi metri dall’hotel, siamo molto stanchi e l’idea ci piace. Mezz’ora dopo entriamo nel ristorante Patry dove ci accoglie Gino, il gentilissimo proprietario. Accettiamo di cenare con l’offerta riservata ai clienti dell’hotel e facciamo benissimo perché dopo aver mangiato divinamente antipasto, primo, secondo, contorno, bevande, caffè e ammazzacaffè paghiamo soltanto 23 euro a testa…che vuoi di più, un lucano? No grazie mi basta la grappa – e dai prendi un lucano – no ti ringrazio per oggi basta così. Dopo cena torniamo nella piazza illuminata con tanta gente e piena di fontane colorate che abbiamo visto arrivando in hotel, ma rispetto a due ore prima qualcosa è cambiato, la piazza c’è ancora, è la gente che non c’è più e non ci sono più nemmeno le fontane colorate e niente ti ricorda più Las Vegas! … e allora che si fa, dove si va, questa sera? Ma è ovvio a Montepulciano che è a una decina di chilometri da Chianciano, ci arriviamo e scopriamo che dentro con la macchina non si può entrare, dobbiamo lasciare il mezzo in uno dei tanti parcheggi e poi salire a piedi… ok, magari domani, adesso è tardi e siamo veramente molto stanchi.

In ascensore, stanchissimi a fine giornata.

In ascensore, stanchissimi a fine giornata.

Fine del giorno 1…. No, in realtà il giorno 1 finisce per Amerigo, ma non per me. Amerigo è un noto russatore professionista che sa imitare Godzilla mentre attacca un gruppo di boscaioli che tentano di difendersi con le loro potenti motoseghe. Alle 5.30 del mattino ho un’idea geniale, mi metto le cuffie con la musica, ma prima vado in bagno. Mi alzo dal letto e Amerigo smette di russare, apre un occhio e mi guarda come a dire “la smetti di disturbare a quest’ora di notte?”. Ritorno dal bagno e Amerigo non russa più, mi metto le cuffiette e mando in play “Pretzel Logic” degli Steely Dan, male che vada avrò ascoltato della buona musica.
steely dan
Dopo ore di “Godzilla vs Boscaioli” “Rikki Don’t Loose That Number” degli Steedly Dan mi sembra il brano più bello del mondo, mi metto comodo e quando le idee iniziano ad essere confuse poco prima di addormentarmi ecco che entra in scena un inaspettato strumento, segue un ritmo tutto suo e, prima piano poi sempre più forte, va a rovinare il brano che sto ascoltando, è una motosega che poco a poco sovrasta e surclassa tutti gli altri strumenti musicali presenti. E’ quasi mattina, immagino i titoli sulle prime pagine dei giornali “I componenti degli Steely Dan uccisi da Godzilla in una camera d’albergo”

Giorno 2 – Potrebbe andar peggio, potrebbe piovere

Finalmente è ora di alzarsi, apriamo le finestre e… piove, cazzo! Piove poco, ma piove e non c’è nemmeno un cielo raw. Montepulciano salta perché dovremmo lasciare la macchina e salire a piedi e bla bla bla, con la pioggerellina e la notte insonne camminare in salita è l’ultima cosa che farei, si decide per un cambio di programma, andiamo direttamente a Pienza, ma facciamo una breve sosta sotto Montepulciano per vedere la chiesa di San Biagio, riusciamo a fare qualche foto prima che inizi a piovere più seriamente.

Chiesa di San Biagio - Mpntepulciano

Chiesa di San Biagio – Mpntepulciano

Arriviamo a Pienza e scopriamo che prima di noi sono arrivati tanti altri, passiamo una ventina di minuti a cercare parcheggio e alla fine lo troviamo, giriamo dentro Pienza fra una moltitudine di turisti, scattiamo pochissimo c’è troppa gente

Pienza

Pienza

 ce ne andiamo sperando che a Montalcino, prossima tappa, ci sia meno gente e anche un tempo migliore. A Montalcino c’è meno gente e il cielo mostra segni di miglioramento. Entriamo in un simpatico locale dove mangiamo dei panini favolosi, poi giriamo un po’ per il paese facendo qualche foto e alla fine arriviamo al castello,

Il castello di Montalcino

Il castello di Montalcino

il cielo si sta aprendo e noi siamo felici perché la prossima tappa è San Galgano con la sua splendida abbazia senza tetto. Lungo la strada ci fermiamo a fare delle foto in una collinetta di un verde acceso…anche senza la luce del sole. Finalmente arriviamo a San Galgano, è tardi, è pieno di turisti, ma noi andiamo dritti verso il nostro obiettivo, siamo dentro, il cielo è molto migliorato, apriamo i cavalletti e iniziamo a scattare, pose di 30 secondi con filtro nd per cogliere il movimento delle nuvole ed eliminare le persone

Abbazia di San Galgano - 30 secondi di esposizione

Abbazia di San Galgano – 30 secondi di esposizione

, e scatti multiesposizione per le foto in hdr. Il posto è bellissimo, dentro e fuori, andiamo via finalmente soddisfatti mentre il sole sta tramontando,

Tramonto a San Galgano

Tramonto a San Galgano

destinazione Colle Val d’Elsa dove ci sono alcuni nostri amici veronesi ad attenderci (Corrado, Nadia, Paolo e Annachiara), uno di loro, Corrado, è il terzo fotografo del gruppo. La sera tutti a cena a San Gimignano, un meraviglioso borgo medievale con torri stupende che spuntano in ogni dove. Sembra di stare nel videogioco assassins, ma poi Amerigo mi dice che assassins (il II) è ambientato a  Monteriggioni poco distante da San Gimignano e vicinissimo al nostro agriturismo. Abbiamo prenotato con non poche difficoltà (il paese è pieno zeppo di gente) in un ristorante, nel menu sono elencati quasi tutti gli animaletti del bosco che conosco e che tendo a non mangiare, scelgo i ravioli, me ne portano tre… i tre ravioli più grandi del mondo! Dopo cena concludiamo in bellezza con una passeggiata notturna in mezzo alle torri.

Andando a San Galgano ci fermiamo a fotografare una collinetta verdissima

Andando a San Galgano ci fermiamo a fotografare una collinetta verdissima

Temo la notte e i suoi rumori, ma la stanchezza vince, svengo nel letto e mi risveglio tre o quattro ore dopo al suono di cornamuse scozzesi che annunciano l’arrivo di Godzilla, segue guerra fra Godzilla e scozzesi, muoiono tutti tranne tre boscaioli che continuano a segare indisturbati fino al mattino.

Giorno 3 – Walking in the rain

Appuntamento coi nostri amici a San Gimignano, ma prima io e Amerigo facciamo una breve sosta per fare delle foto da lontano a Monteriggioni, il paese di assassins.

Monteriggioni il paese dove è stato ambientato assassins creed II

Monteriggioni il paese dove è stato ambientato assassins creed II

A San Gimignano, piove, abbandono l’idea di fotografare il paese, troppa gente e troppi ombrelli, quindi tolgo il 16-35mm (non prima di aver fatto qualche simpatico scatto grandangolare ai miei amici)

Per le strade di San Gimignano

Per le strade di San Gimignano

Nonostante il maltempo San Gimignano è stracolmo di gente

Nonostante il maltempo San Gimignano è stracolmo di gente

 e metto l’85 f1.8 da ritratto. E’ un vero peccato che ci sia questo tempo, era da tanto che non vedevo un posto così bello, ci ripariamo in un bar dove ci troviamo costretti a consumare una seconda abbondante colazione, piove meno, ripartiamo, ripiove di più, Corrado conosce un posto dove fanno dei panini fantastici, decidiamo di pranzare lì, il locale è una specie di cantina con arnesi attaccati ai muri, qualche tavolo con un po’ di sedie intorno. Il simpatico proprietario quando parla ti fa entrare in un’altra dimensione, parla lentamente mentre affetta le quattro cose che possono comporre il tuo panino: pane, finocchiona, salame e pecorino. E’ un piacere ascoltarlo, mentre lui parla il tempo rallenta, si ferma quasi… probabilmente l’ho ascoltato con la bocca socchiusa e gli occhi a fessura (guarda sto hoglione home mi guarda, sarà miha l’amiho della finocchiona)… poi mangi i suoi panini e il passaggio all’altra dimensione si compie definitivamente, sapori autentici, avvolgenti… mentre fuori piove… e potresti rimanere lì seduto tutta la vita.

Il posto dei panini

Il posto dei panini

cambio di obiettivo

cambio di obiettivo

Il posto dei panini a San Gimignano - Foto di Corrado Benanzioli

Il posto dei panini a San Gimignano – Foto di Corrado Benanzioli

Ok, non abbiamo combinato molto con questa pioggia, decidiamo di spostarci, prossima tappa Montefioralle, un altro dei borghi più belli d’Italia. Arriviamo al piccolo borgo, il tempo è leggermente migliorato, meno male, iniziamo l’esplorazione camminando in una viuzza che continua a curvare verso sinistra, curva , curva e ci ritroviamo al punto di partenza. Montefioralle è delizioso, ma è un’unica stradina che gira in tondo, l’unico accesso per la parte centrale è chiusa per lavori.

Montefioralle e la sua lunga via curva

Montefioralle e la sua lunga via curva

  Fine visita, torniamo al parcheggio e ci autoscattiamo una bella foto tutti insieme.

autoscatto di gruppo a Montefioralle - Foto di Amerigo Rossi

autoscatto di gruppo a Montefioralle – Foto di Amerigo Rossi

Ci rimettiamo in marcia, il nostro prossimo agriturismo è a circa un’ora e mezza da qui, si trova fra Anghiari e San Sepolcro, le due nostre prossime mete. A cena appuntamento ad Anghiari con Marcella, un’amica di Corrado, ci porta nel ristorante giusto a mangiare i cibi giusti e dove si paga il prezzo giusto. Il ristorante si chiama “La Nena”, mangiamo alcune specialità del posto fra cui i Porcini fritti, pasta fatta con acqua e farina di cui non ricordo il nome con sugo finto, pappa col pomodoro e altre cose squisite.

La serata volge al termine, io sono stanchissimo, ma sopratutto molto preoccupato per la notte che verrà, il letto del mio amico è molto vicino al mio… troppo vicino. Spegniamo le luci, nella camera accanto alla nostra stanno facendo baldoria, si divertono, camminano, ridono, urlano, fanno insomma tutte le cose più rumorose del mondo che si possono fare in una stanza d’albergo non presidiato di notte… basta a tutto c’è un limite, poco dopo dalla nostra camera parte una controffensiva con mitragliatrici antiaereo (fanno uno strano rumore, simile a quello di una motosega), la battaglia è dura, molto aspra e nessuno vuole cedere. Verso le 3 e mezza del mattino rimetto le solite cuffiette e i soliti steely dan che tentano in tutti i modi di sovrastare gli avversari, ma anche questa volta vengono schiacciati dalla potenza avversaria, la gloriosa contraerea tedesca piazzata sul letto di Amerigo.

Giorno 4 – Ciaccia e festival

Sveglia alle 8.00 in punto (io stranamente sono già sveglio da qualche ora), tanto per cambiare piove, io e Amerigo questa mattina alle 10 abbiamo un workshop al Citerna Fotografia Festival, ci dobbiamo sbrigare. Ore 10.00 stiamo ancora facendo colazione, ho il viso gonfio come una zampogna (probabilmente perché mi ostino a non dormire da quattro giorni), il workshop salta e andiamo in giro col resto della banda, a Citerna ci andremo tutti oggi pomeriggio. Visita a San Sepolcro, il tempo sta migliorando, giriamo un po’, fotografiamo un po’… San Sepolcro lo conosco abbastanza bene, venivo tanti anni fa per un festival di cortometraggi e questo posto mi ricorda bei momenti.

Corrado fotografa Nadia a San Sepolcro

Corrado fotografa Nadia a San Sepolcro

Per pranzo vogliamo tornare assolutamente ad Anghiari per mangiare la ciaccia fritta con i salumi, un altro cibo tipico del luogo.

Annachiara e Amerigo posano sulla strada per Anghiari

Annachiara e Amerigo posano sulla strada per Anghiari

Paolo e Annachiara gustano una ciaccia - Foto di Corrado Benanzioli

Paolo e Annachiara gustano una ciaccia – Foto di Corrado Benanzioli

 Anghiari è bellissima, c’è tanta gente per la mostra dell’artigianato, tante botteghe festose e finalmente anche tanto sole. La giriamo in lungo e in largo e facciamo parecchie foto, poi si riparte.

Ultima tappa di questi quattro giorni, Citerna dove si sta svolgendo il festival della fotografia, l’ennesimo borgo fra i più belli d’Italia, delizioso, tanti fotografi, tanta gente che gira per le mostre in programma, noi ce le vediamo tutte, molto interessanti. Ci piace questo festival e ci piace da morire la location dove si svolge, non escludiamo un ritorno (dura fino al 9 giugno).

Al Citerna festival fotografia

Al Citerna festival fotografia

 

Meravigliosa vista da Citerna - Foto di Amerigo Rossi

Meravigliosa vista da Citerna – Foto di Amerigo Rossi

Prima dei saluti, una bella sosta in piazza per goderci il panorama e un buon caffè, poi tutti via, i veronesi verso Verona e i “romani” verso Roma. Mentre torniamo assistiamo ad un tramonto spettacolare, il maltempo è ufficialmente cessato… come la nostra mini vacanza, ma prima di concluderla ci scappa un’ultima cena. Cerco su internet un paese vicino ad uno dei prossimi caselli, Fabro sembra proprio attaccato al casello, vado su tripadvisor e leggo di un  ristorante (il focolare) in cui si mangia molto bene, proprio a duecento metri dall’uscita. E così con la fantastica tagliata gustata al focolare si conclude la quattro giorni toscana, da ripetere presto con un nuovo percorso e, possibilmente, senza pioggia.

 

 
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