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E’ con grande gioia che apro questa sezione del sito, “circle of confusion”, presentandovi un progetto fotografico di due miei carissimi amici… Da un’idea di Silvia Vicentini e magistralmente realizzato da Corrado Benanzioli, nasce “The Stranger”

“The Stranger” esce dal mondo di celluloide per seminare brividi, terrore e raccapriccio in quello reale. Il suo girovagare porterà questo spaventoso personaggio in luoghi ora lugubri, ora bizzarri, ora più banalmente ordinari. Nessuno conosce il vero scopo di questo suo viaggio senza meta; forse la ricerca della sua prossima vittima, forse il voler assaporare il male assoluto o, molto più semplicemente, ciò che gli serviva era solo una vacanza. Di certo nessuno resterà in vita il tempo sufficiente per scoprirlo.

Ci parla di “The Stranger” Corrado, innanzitutto benvenuto in “circle of confusion” amico mio.

Grazie amico mio, è un onore inaugurare questa sezione del tuo bellissimo sito!”.

Come nasce l’idea del progetto?

Il progettino “The Stranger” nasce da quella folgorata della mia amica Silvia la quale, appunto, è stata folgorata dalla visione del film thriller “The Strangers”. Insieme a suo cognato Marco e alla sua amica Claudia, sottolineo che sono tutte persone negli “anta”, hanno deciso di farsi una maschera come quella presente nella pellicola. Per far cosa? Non si sa. Sta di fatto che la scorsa estate, durante un viaggio negli Stati Uniti che abbiamo fatto insieme con un amico e la mia ragazza, Silvia ha pensato bene di portarsi nella valigia anche la suddetta maschera, ma non solo, ad un certo punto l’ha pure indossata! Naturalmente sono stato subito al gioco e ho cominciato a scattare qualche foto, prima in qualche posto più “tranquillo” come la hall di un albergo e poi via via sempre più spudoratamente in giro per gli USA, cercando sempre situazioni nuove e possibilmente un po’ bizzarre. Se ti stai domandando se abbiamo pensato ai possibili fraintendimenti (al di fuori di Halloween non è molto normale vedere qualcuno con un cappuccio in testa, specialmente se ci si trova in un drugstore o in luoghi molto affollati…) beh, sì e no: l’incoscienza ha avuto la meglio sulla ragione e ci siamo molto, molto divertiti.

E col film ci sono altre attinenze oltre alla maschera e al titolo?

No, direi di no: l’unica cosa presa in prestito dal film è la “maschera”, per il resto nei nostri scatti quel che conta è l’ironia, di certo non il terrore!

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Le foto che fate sono programmate o l’idea di scattare viene al momento?

Di solito ci basta uno sguardo per decidere che è il momento giusto per tirare fuori maschera e macchina fotografica. Con Silvia ci si capisce al volo, perciò la maggior parte delle foto non è programmata, anche se qualcuna inevitabilmente lo è. Ad esempio ora abbiamo in mente uno scatto ben preciso da realizzare, ma dobbiamo solo trovare il momento giusto.

Dietro la maschera c’è sempre Silvia?

Silvia è la unica e sola “The Stranger”, ormai ha offuscato pure il personaggio del film! Battute a parte sì, è sempre lei, però abbiamo anche realizzato alcuni scatti con i già citati Claudia e Marco, tutti e tre mascherati in un cinema, in una sala giochi e in un centro commerciale.

The Stranger -  Foto di Corrado Benanzioli

Come reagisce la gente vedendo una persona in posa con la maschera di stranger?

La gente solitamente non ha neppure il tempo di reagire, quasi non se ne rende conto. Per evitare inutili allarmismi, Silvia si mette in posizione, io preparo l’inquadratura e la messa a fuoco e poi lei si infila la maschera; così facendo siamo sicuri dell’effetto sorpresa, perché il più delle volte la gente è la cornice ideale dello scatto.

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Hai un episodio in particolare da raccontarci?

In particolare no, ma ti posso dire che osservare la reazione, o la non reazione, delle persone spesso è molto divertente, soprattutto quando “obbligo” Silvia a restarsene più tempo del dovuto in posa, perché magari realizzo qualche scatto in più per sicurezza. Inevitabilmente poi ci scappa la risata, ma si ride ancor più nell’osservare le persone attorno a noi. Il viaggio negli Stati Uniti ci è servito per ideare qualche situazione e per rodare un po’ questo progettino che poi è sfociato nel libro fotografico autoprodotto “The Stranger in the U.S.A.” (costano una follia questi libri in ben due tirature!), ma continuiamo a scattare tutt’ora, ogni occasione è buona, perciò il “temibile” personaggio è già sbarcato ad Amsterdam, a Copenhagen ed in alcune città italiane. Insomma, maschera e macchina fotografica sempre pronte!

Hai pensato alla possibilità di vendere il libro? Su Blurb per esempio puoi mettere in vendita in tutto il mondo i libri che hai stampato senza alcun costo. Tu devi solo decidere il prezzo comprensivo di stampa e a tutto il resto pensano loro… io credo che questo prodotto potrebbe piacere molto alla gente.

Il libro lo abbiamo realizzato con myphotobook che, come facilità di utilizzo, ritengo sia migliore (di Blurp detesto quell’area rosa che, a sentire loro, “potrebbe” essere una zona di taglio, rendendo il layout non più controllabile).

Pensi che ci potrà essere anche del colore nel futuro di The Stranger o il bianco e nero è una scelta da cui non si può prescindere?

La scelta estetica del bianco e nero è dettata principalmente da due fattori: uno è tanto opinabile quanto strettamente di gusto personale, nel senso che per me la fotografia È in bianco e nero, eterno, senza tempo e non distrae dal soggetto inquadrato; l’altro fattore è squisitamente di carattere “cinematografico” (per quanto anch’esso discutibile, sia chiaro), nel senso che preferisco la durezza e la precisione estetica di uno “Psycho” ad un qualsiasi altro film thriller o horror a colori. E poi, diciamolo: il cappuccio di “The Stranger” è bianco, non arcobaleno!

Qualche dato tecnico? (camera, lente, etc)

Le foto scattate negli Stati Uniti sono state realizzate con la Fuji X-E1, una piccola APS-C davvero molto performante con la quale mi diverto non poco. Per l’occasione ho acquistato anche un economico obiettivo Samyang 8 mm fisheye, utilizzato per la maggior parte delle foto di “The Stranger”, per quelle sue prospettive distorte ed un po’ inquietanti. Ma poi ci sono scatti realizzati anche con l’ottica 18-55 e, successivamente, con un’altra Fuji, la piccola X30. Ma in realtà non avrei alcun problema o remora ad utilizzare una qualsiasi altra macchina fotografica, l’importante è scattare quando un’idea arriva.

Prima di pubblicare questo post avrei bisogno di un “selfie captcha”, mi serve per capire se sei veramente Corrado o se sei una macchina. Quindi ora io ti fornirò una sequenza di numeri e lettere e tu dovrai mandarmi un selfie in cui compare la stessa sequenza. Pronto? Il codice captcha è: S7R4NG3R

Corrado e the stranger

 

Woooow che onore, The Stranger e Corrado insieme in esclusiva per “circle of confusion”… Fantastico!

Concludo ringraziandoti per la tua disponibilità Corrado, e rinnovo i complimenti a te e Silvia per questo bellissimo progetto…. (sappiate che prima o poi lo straniero potrebbe incontrare un coniglio gigante!, A buon intenditor poche parole 😉 )

 

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The Stranger in the USAsu Flickr

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Wooow… una nuova meravigliosa galleria quiThe Stranger Goes to Pryp’jat’ City Part.2

Alcune foto di “The Stranger”

 

 

 
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